venerdì 3 gennaio 2014

Immaginario poetico



Vedere immagini nelle nuvole, sulle pareti della mia camera rivestita di legno, trasformare delle foglie di oleandro in pesci e legarle ad un bastone per diventare pescatore, muovere la gamba simulando il movimento della macchina da cucire Borletti ripetendo nell'aria: "punti perfetti punti perfetti", l'immaginazione, la fantasia sono un tutt'uno con me.

Uno dei giochi preferiti con mia sorella era: "andiamo al mare". Ci arrotolavamo le canottiere in modo da trasformarle nella parte sopra del bikini, legavo una corda ad una vaschetta che diventava la barca, ci mettevo dentro Bettina e trascinarla attorno al tavolo era il nostro navigar per il mare. Quando eravamo stanche ci sdraiavamo sul tavolo e prendavamo il sole alla luce della lampadina.

Altro gioco era parlare in francese: pitu pita pate... Faceva tanto chic.
Eravamo due signore, il gioco si svolgeva  sui gradini delle scale interne della casa dove abitavamo. Ogni gradino era una stanza della nostra casa dei sogni e  naturalmente avevamo  dei bambini che altro non erano che degli asciugamani arrotolati. 

Ho continuato a coltivare la fantasia e l'immaginazione, guardo ancora le nuvole, le macchie, oggi il gioco lo faccio con la macchina fotografica!

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